
Un'espansione che non doveva nemmeno esistere. Poi è diventata un anno abbondante di sviluppo.
Gunho Kim ha pubblicato su BoardGameGeek il diario del designer di Wondrous Creatures: Winterfall, e come sempre la parte interessante non è cosa c'è nella scatola: è cosa è stato buttato via per arrivarci. Ecco i punti chiave. E sì, il GA è attivo su Weega.
A fine 2024 il team non aveva intenzione di fare un'altra espansione dopo Gargantuan Beasts. A far cambiare idea sono stati i numeri: il gioco saliva nella BGG Hotness, le vendite crescevano, e i giocatori chiedevano già il capitolo successivo. A gennaio 2025 si parte.
Il piazzamento su due spazi con interazione tra le icone adiacenti è la firma di Wondrous Creatures. Ma il team si è accorto che chi rigiocava tanto si abituava agli elementi molto più in fretta del previsto, e il worker placement diventava prevedibile.
Prima idea: ampliare il pool di icone Effetto Speciale sulla mappa. Muro. Quelle icone sono permanenti, e impilare abilità forti avrebbe rotto l'equilibrio.
Da lì la conclusione chiave: servivano effetti interessanti ma temporanei. È nato così il cuore di Winterfall — i Winterfall Events e gli Aurora Events. Riveli carte evento e piazzi token e tessere sul tabellone: effetti potenti una tantum, oppure nuovi vincoli. La mappa si muove, e la domanda diventa quella giusta: gioco la carta per potenziare il motore, o mi prendo quell'effetto forte sulla mappa prima che lo faccia un altro?
Nella versione finale sono sopravvissuti tessere Aurora, token Blizzard e token Snowflake.
Qui il diario diventa succoso. Cose testate e poi tagliate:
Motivi dello scarto: a volte non era divertente, a volte rompeva il bilanciamento, a volte le regole diventavano troppo complicate. Il team ammette che alcune sono state dure da lasciar andare e che potrebbero tornare in una futura espansione.
Gli Spirits sono creature misteriose che si materializzano su Starbeak Island solo con l'arrivo del freddo. Ma il concept iniziale era tutt'altro: interazione tra giocatori. Le loro abilità guardavano i segnapunti degli avversari, con effetti che scattavano se eri primo o ultimo.
Applicazione zoppa, però: dipendeva troppo dalle circostanze. In certe situazioni arrivare primi era di fatto impossibile; in altre finire ultimi era così facile che la condizione perdeva senso. Cambio di rotta: oggi gli Spirits interagiscono con i token sulla mappa, guadagnando benefici rimuovendo quelli piazzati dai Winterfall Events o piazzandone di nuovi.
Restano due fossili dell'idea originale: le carte #149 (Gruagail) e #160 (Titanorak), che permettono di usare le carte Recharge o Energy di un altro giocatore. All'inizio il proprietario veniva ripagato in Punti Vittoria; oggi riceve token Snowflake.
Processo invertito rispetto al solito: prima la meccanica (una mappa che cambia), poi il tema che la giustificasse. Ma sul tavolo c'erano altre due opzioni:
Vince l'inverno: i toni blu freddi creano contrasto col base, e il meteo strano è la spiegazione più naturale per un tabellone che si trasforma.
Il piano era chiudere in meno di sei mesi. Solo il design delle meccaniche ne ha richiesti otto, da gennaio ad agosto. Con arte e componenti, lo sviluppo ha superato l'anno. Nella scatola, oltre a eventi e Spirits: nuove carte Creatura, nuovi Captains, nuovi Achievements e una nuova modalità solitario.
La riflessione finale di Kim merita: un'espansione richiede la stessa cura di un gioco nuovo, ma con una sfida diversa. In un gioco nuovo costruisci da zero; in un'espansione devi aggiungere senza rompere ciò che già funziona. Se Winterfall sarà l'ultima o l'inizio di qualcos'altro, il team dice di non saperlo ancora.
Questo è solo un riassunto: il diario integrale, con i mockup dei temi scartati e le immagini delle carte, è su BoardGameGeek. Merita la lettura completa se ti piace guardare dietro le quinte del design.
👉 Leggi il Designer Diary completo su BoardGameGeek
E se leggendo ti è venuta voglia: il GA di Wondrous Creatures: Winterfall è attivo su Weega. L'inverno su Starbeak è arrivato, decidi tu se stare a guardare.
